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f oto R. Badiali
Dal termine longobardo "walcan" (rotolare), la torre faceva parte di un sistema di mulini ad acqua (le cosiddette valche risalenti all'XI secolo) utilizzati per la lavorazione e il lavaggio di panni. La torre costruita a blocchetti regolari di tufo, di peperino e di marmo, controllava l'attraversamento del fiume Almone. La base è ricoperta di specie lianose quali il vilacchio, il luppolo, il Rovo comune e la Clematide vitalba. La sommità del rudere presenta alcune specie annuali termofile tra cui il Palio annuale, il Forasacco dei muri, il logliarello ruderale, il Paleo cristato e la Gramigna minore. Dal lato dell'Almone dominano le specie tipiche dei substrati degradati quali l'Ebbio, la Cicuta maggiore, la Canna domestica e l'Ortica comune.
Proprietà privata.
Fonte: Parco
dell'Appia Antica Dipartimento X - Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Roma- anno 2000
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